Ogni anno milioni di italiani pagano premi assicurativi senza sapere che una parte di quella spesa può essere recuperata con la dichiarazione dei redditi. La detrazione è del 19% sul premio pagato, ma non tutte le polizze danno questo diritto — e qui sta l’errore più comune.

Le polizze ammesse sono quelle che coprono il rischio di morte e quelle per invalidità permanente da infortuni o malattia pari o superiore al 5%. Il limite di spesa detraibile è € 530, con un risparmio fiscale massimo di circa € 100,70 all’anno.

C’è poi una categoria spesso dimenticata: le polizze per la non autosufficienza (cosiddette Long Term Care), quelle che erogano una rendita quando una persona anziana o disabile non è più in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane. Per queste il limite sale a € 1.291, per un risparmio massimo di circa € 245 all’anno.

Cosa invece non si può detrarre? La RC Auto, le polizze casa contro furto e incendio, le polizze viaggio e i prodotti misti vita-risparmio senza un reale rischio demografico. Anche i premi pagati direttamente dal datore di lavoro non sono detraibili, poiché già godono di un trattamento fiscale agevolato.

Il documento necessario è la quietanza di pagamento rilasciata dalla compagnia assicurativa con l’indicazione del tipo di rischio coperto.


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